#10cosesulrecruiting – Le 10 frasi che probabilmente non dovreste dire a un colloquio

 

1) “Cambio lavoro per crescere”
– Per carità, nessuno lo nega. Parlate però anche delle difficoltà di relazione con il capo, delle vostre aspettative economiche, del fatto che dopo x anni nel ruolo vi siete anche un po’ stufati.
La sincerità dopotutto paga.

2) “Sono assolutamente autonomo in questa attività”
– Nulla di male, giusto? Giusto, a patto che non stiate esagerando.
I selezionatori hanno decine di storie di persone con ruoli di un certo livello che raccontano di avere autonomie e budget pazzeschi a disposizione.
Ricordate: chi sta dall’altra parte conosce il mercato e sa più o meno cosa aspettarsi dalla vostra posizione. Esagerare non serve. Mettete in luce le cose buone fatte, i risultati ottenuti anche se non sono dipesi esclusivamente da voi. Alla fine il lavoro in team è importante in qualsiasi azienda oggigiorno, e tutti abbiamo un capo a cui riferire.

 

3) “I soldi? Non mi interessano. L’importante è il progetto”
– Ok, Robin Hood. I soldi SONO importanti, per tutti. A meno che non siate un rampollo miliardario di una famiglia industriale che passa le giornate postando video di balli sudamericani su Instagram, lavorate anche per i soldi.

Il segreto è porre il tema in modo serio, professionale e trasparente, senza sembrare a caccia solo di un aumento.

4) “Il mio inglese? Buono, forse solo un po’ arrugginito”
– Sicuri? Sicuri sicuri? Perché se poi il selezionatore vi chiede come sono andate le vostre ferie in inglese e voi diventate rossi come un peperone meglio dire semplicemente “scolastico”.

5) “Non ho problemi per gli spostamenti”
– Anche qui: il lavoro richiede spostamenti continui e voi avete 3 figli piccoli e non potere lasciarli? Non è il lavoro che fa per voi.
Non adattate le risposte al lavoro, abbiate il coraggio di proporvi per quello che siete.

6) “Sono un maniaco del lavorare sodo”
– Tutti lo dicono, tutti i selezionatori si aspettano di sentirselo dire. Stupiteli, raccontate che amate il vostro lavoro ma vi piace anche poter passare del tempo con i vostri figli, o che siete presidente dell’associazione di quartiere.

Essere pieni di interessi è meglio di essere semplicemente stakanovisti.

7) “I miei collaboratori mi amano”
– Se è vero, non siete un buon capo. Un capo rispettato è sempre un po’ detestato.

8) “Il mio peggior difetto? sono troppo sincero”
– Questo fa parte della lunga lista dei finti difetti che le persone dicono a un colloquio per paura di ammettere i difetti VERI. Ora, non raccontate delle litigate con la moglie o che vi trasformate in una belva allo stadio, ma se qualcuno vi fa una domanda del genere vuole sapere qualcosa in più di VOI. Siete disordinati? Logorroici? Maniaci del controllo? Alla fine quando e se cambierete lavoro queste cose verranno fuori, raccontarle prima vi può solo aiutare.

9) “Sono considerato un leader da tutti”
– Overselling, sempre lui.
Stressate i vostri pregi, ma senza esagerare. Chi sta dall’altra parte mediamente non apprezza.

10) “Competenze informatiche? Utilizzo Word e Outlook”
– Nell’era di Snapchat è come dire a un colloquio per un posto di capo chef in un ristorante stellato che sapete cucinare il pollo alla piastra.