Non di solo web…Quanto conta ancora il confronto off-line nel mondo del recruiting?

 

Nella selezione del personale i mezzi digitali, inclusi i social network come Twitter, Instagram e Linkedin, possono essere oggi strategici sia per i candidati, in quanto costituiscono un’ottima “vetrina” per essere ingaggiati dalle aziende, sia per noi recruiter, al fine di individuare il candidato giusto, quello che possa fare la differenza nel contesto lavorativo nel quale vogliamo inserirlo.

È sicuramente vantaggioso essere presenti sul mercato del lavoro virtuale e utilizzare tutti i benefici che gli strumenti digitali come blog, social network, forum, app possono offrire. Diversi studi hanno dimostrato che il loro utilizzo aumenta la possibilità per i candidati di essere contattati da noi recruiter.

È scomparsa dunque l’era del CV cartaceo, dei colloqui e dei test, per aprire le porte all’era dei sistemi digitali.

Ma quanto sono affidabili le sole informazioni presenti sui social per individuare il candidato giusto?

 

In medio stat virtus… Forse come spesso accade la verità sta nel mezzo…

I sistemi digitali all’interno del processo di selezione credo debbano essere considerati con una visione di approccio integrato e non alternativo.

Da recruiter penso che sia molto difficile riuscire a rintracciare il candidato giusto dai soli elementi trovati sui social.
Nel processo di selezione ci sono dei momenti fondamentali nei quali noi selezionatori dobbiamo approfondire le competenze, le capacità, le attitudini, gli interessi del singolo candidato in modo da poter presumere una prestazione di successo all’interno del contesto lavorativo.

Da recruiter sono consapevole del fatto che solo attraverso il colloquio, e cioè attraverso il confronto umano, è possibile individuare e valutare quell’insieme di capacità psicologiche e comportamentali di un candidato. All’interno del setting del colloquio di selezione infatti si innescano delle dinamiche psicologiche e comportamentali difficilmente sostituibili dalla sola tecnologia.

Riconosco l’importanza di quest’ultima, in quanto ha permesso di migliorare e ampliare la comunicazione rompendo alcuni vincoli come lo spazio e il tempo, diminuendo i costi e favorendo la velocità, tuttavia non condivido un uso totalizzante della rete nel nostro lavoro di recruiter…

Bisogna essere social, ma nella misura giusta, per non correre il rischio di essere “intrappolati nella rete”.